Quanto vale la rosa dell’Atalanta

A cura di

Paolo Simoncini

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Negli ultimi anni l’Atalanta è diventata una delle realtà più brillanti del calcio europeo. La società bergamasca, guidata da una visione tecnica e dirigenziale moderna, ha saputo valorizzare giovani talenti, rivendere campioni a cifre importanti e costruire una rosa di assoluto livello. Non sorprende quindi che oggi ci si chieda quanto vale l’Atalanta e quali siano i giocatori più preziosi che compongono il club.

Il valore stimato complessivo della rosa nerazzurra è di circa 449,90 milioni di euro, una cifra che posiziona la squadra tra le prime in Italia e che testimonia la solidità di un progetto che unisce risultati sportivi e crescita patrimoniale.

Quanto vale l’Atalanta

La rosa dell’Atalanta per la stagione è composta da 26 giocatori con un’età media di 26,7 anni, un equilibrio ideale tra giovani prospetti e calciatori nel pieno della maturità.

Tra gli elementi in squadra, 15 sono stranieri (pari al 57,7%) mentre 17 vantano convocazioni nelle rispettive nazionali, a conferma della dimensione ormai internazionale del club bergamasco.

La distribuzione del valore è ben bilanciata:

  • La porta vale complessivamente oltre 26 milioni
  • La difesa ha un prezzo totale stimato in 115 milioni
  • Il centrocampo è un “tesoretto” di quasi 197 milioni
  • L’attacco vale circa 112 milioni

Il centrocampo, con giocatori di qualità e prospettiva, è il reparto più prezioso, mentre l’attacco beneficia della crescita di profili come Lookman e Scamacca.

I gioielli più preziosi

Nella rosa spiccano diversi giocatori di altissimo valore di mercato. Il più quotato è Ademola Lookman, valutato circa 60 milioni di euro, seguito da giovani di prospettiva come Giorgio Scalvini e Charles De Ketelaere, entrambi stimati attorno ai 35 milioni.

Altri elementi di spicco sono Ederson, centrocampista brasiliano dal valore di 50 milioni, nonché l’estremo difensore Marco Carnesecchi, tra i migliori portieri italiani della nuova generazione, valutato 25 milioni.

Complessivamente il club nerazzurro dispone di una rosa che unisce qualità, profondità e notevoli margini di crescita economica, fattori che ne accrescono il valore patrimoniale.

Gli acquisti più importanti della Dea

La sessione di mercato estiva ha visto l’Atalanta investire su profili interessanti e funzionali al progetto tecnico. Tra gli arrivi principali si possono citare i seguenti calciatori.

  • Nikola Krstovic dal Lecce, punta centrale acquistata per 25 milioni
  • Odilon Kossounou, difensore centrale arrivato dal Bayer Leverkusen per 20 milioni
  • Kamaldeen Sulemana, ala sinistra dal Southampton per 17 milioni
  • Lazar Samardzic, trequartista dall’Udinese per 14,8 milioni
  • Yunus Musah, centrocampista proveniente dal Milan in prestito oneroso da 4 milioni

Si tratta di investimenti mirati, che mostrano la volontà del club di rinnovare costantemente la rosa, puntando su calciatori giovani ma già pronti a livello internazionale.

Le cessioni più redditizie

Se da un lato l’Atalanta investe, dall’altro riesce sempre a monetizzare i propri talenti. L’uscita più rilevante dell’ultima sessione è stata quella di Mateo Retegui, ceduto all’Al-Qadsiah per la cifra record di 68,25 milioni di euro.

La vendita della perla italo-argentina ha suscitato un dibattito acceso, soprattutto perché Retegui era in pianta stabile in Nazionale e le sue reti erano determinanti per la Dea. Ma nel calcio moderno, si sa, bisogna anche far quadrare i conti. E quando suonano le sirene arabe, ultimamente è davvero difficile dire di no.

A questa cessione “pesante” si aggiungono la partenza di Matteo Ruggeri all’Atletico Madrid per 17 milioni, quella di Roberto Piccoli al Cagliari per 12 milioni (rigirato alla Fiorentina) e i prestiti di El Bilal Touré al Besiktas e Ibrahim Sulemana al Bologna.

Calcolatrice alla mano, le cessioni hanno garantito entrate superiori agli 84 milioni di euro, dimostrando ancora una volta l’abilità della dirigenza nel trasformare le plusvalenze in risorse da reinvestire.

Il bilancio dei trasferimenti dell’Atalanta

Nel complesso, considerando gli acquisti e le cessioni, l’Atalanta presenta un bilancio trasferimenti in negativo di 18,25 milioni di euro. Una cifra ampiamente sostenibile, soprattutto se confrontata con la qualità della rosa attuale e con le prospettive di crescita futura.

Il modello gestionale della società non punta al profitto immediato ma a un equilibrio tra investimenti e valorizzazione, che ha permesso al club di crescere senza rinunciare alla competitività sportiva.

Non meno importante è l’apporto del settore giovanile, storicamente tra i più produttivi del calcio italiano. Da lì sono sbocciati campioni che si sono poi affermati in Serie A, nelle serie minori e all’estero (con relativi introiti nelle casse dei nerazzurri).

Lo Stadio di Bergamo come risorsa economica

Un altro elemento che incide sul valore complessivo dell’Atalanta è lo Stadio di Bergamo, che conta ben 24.950 posti. L’impianto rinnovato rappresenta la casa della squadra ed è anche una fonte di ricavi, grazie alla modernità delle strutture e alla possibilità di ospitare eventi non solo calcistici.

Il legame con il territorio resta un valore aggiunto imprescindibile. Infatti l’Atalanta è una delle poche società italiane con uno stadio di proprietà e questo elemento contribuisce ad aumentare l’appeal per sponsor e investitori.

Inoltre, negli ultimi anni l’Atalanta ha acquisito una dimensione europea. Le partecipazioni continue alle coppe continentali hanno portato visibilità, prestigio e ricavi che si riflettono sul valore patrimoniale della società.

Il successo in Europa League e le prestazioni di alto livello in Champions hanno contribuito ad accrescere il valore della rosa dell’Atalanta e a rendere il club un punto di riferimento anche fuori dall’Italia. Questo spiega perché sapere quanto vale l’Atalanta non è solo una questione di numeri ma anche di reputazione e prospettive di crescita.

Alla luce dei dati, si può affermare che la rosa dell’Atalanta oggi si aggira intorno a una cifra di 450 milioni di euro, con un equilibrio perfetto tra talenti emergenti e giocatori affermati.

Il modello gestionale, la valorizzazione dei giovani e la capacità di generare plusvalenze sono i pilastri che hanno reso l’Atalanta un esempio virtuoso nel panorama calcistico italiano ed europeo. Guardando al futuro, i margini di crescita restano elevati. Se i nerazzurri continueranno su questa strada, il valore della società non potrà che aumentare, consolidando il club tra le grandi del calcio europeo.